Rossopomodoro Milano: condannato il pizzaiolo che spruzzava deodorante sui colleghi stranieri

Il razzismo e l’ignoranza, talvolta, riescono a penetrare anche un mondo inclusivo come quello della pizza.

E’ il caso del pizzaiolo di Rossopomodoro che, più di un anno fa, fu ripreso mentre spruzzava del deodorante su un collaboratore straniero. Un gratuito atto di dileggio e razzismo, condannato subito in modo unanime. Sin da subito, pare ci siano state pochi dubbi su quale fosse il reale intento del video, almeno per l’opinione pubblica.

Il caso non poteva certo fermarsi lì. Dopo un anno, arriva la decisione del giudice: il pizzaiolo (che nel video, vediamo protagonista assoluto dell’episodio: obbligava alcuni collaboratori stranieri di alzarsi la maglietta, di alzare poi le braccia per spruzzare loro deodorante) è stato condannato per razzismo. Il giudice ha condannato le azioni viste nel video come “molestie razziali”.

A nulla sono valse le spiegazioni del pizzaiolo, che durante questo tempo ha insistito nella sua versione dei fatti: secondo lui, si sarebbe trattato solo di uno scherzo fatto nell’ambito di un contesto lavorativo amichevole e cordiale.

Ma non è stato accusato soltanto il pizzaiolo: infatti, anche il gestore della pizzeria Rossopomodoro coinvolta è stato condannato per non aver ricreato un ambiente di lavoro inclusivo per i dipendenti. Anche l’azienda aveva aperto una inchiesta interna per capire la dinamica dell’accaduto e prendendone le distanze, dichiarando che “comportamento discriminatorio che non appartiene né per costume, né per tradizione, né per vocazione all’azienda di origine partenopea”.

Vista la doppia condanna, il giudice non deve aver creduto molto alle fragili spiegazioni degli attori del caso. Sia pizzaiolo che gestore saranno tenuti a risarcire i danni non patrimoniali alle parti lese nel video. Inoltre, l’azienda sarà tenuta ad organizzare corsi ed incontri per i dipendenti atti ad aiutarli a comprendere e far proprie le dinamiche di integrazione, di lavoro in team, indipendentemente dalla razza o dall’etnia dei propri colleghi di lavoro.

[Crediti | Link e Foto: Dissapore.com]

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