TOMMY Pizza: soli 8 posti per un’esperienza da fare a Tokyo
nella parte settentrionale di Tokyo c’è una pizzeria accogliente, dai ritmi rilassati
Recensione di Antonio Fucito — 5 giorni fa

Tra i locali che mescolano al meglio la pizza con l’atmosfera giapponese ci sono sicuramente quelli con un bancone che ha la vista sul forno e che permettono di gustare il proprio disco di pasta scambiando magari quattro chiacchiere col pizzaiolo.
I margini più alti legati alla singola pizza ma anche i ritmi rilassati di consumo da parte delle persone, che spesso la condividono, permettono il proliferare anche di locali che puntano unicamente su questa tipologia di servizio e atmosfera; una pizza alla volta, sin prisa pero sin pausa.
TOMMY Pizza appartiene proprio a questa categoria, si tratta di un ristorante aperto nemmeno un anno fa da Eiji Tominaga che offre un bancone a ferro di cavallo di soli 8 posti che “affaccia” sulla cucina e su un forno a gas che permette di cuocere le pizze singolarmente. Una volta accomodati sembra quasi di avere a che fare con un “pizzaiolo casalingo” che si occupa di tutto in prima persona, dagli antipasti al servizio alla scelta del vino, fino, appunto, alla preparazione delle pizze.
Ovviamente la grandezza del menu è limitata per definizione e tempistiche di cui sopra, all’interno di un’atmosfera indubbiamente piacevole e rilassante, di quelle che riappacificnao col mondo: ci troviamo a Kita Senju, località nella parte settentrionale di Tokyo un tempo famoso crocevia postale, oggi baciata da numerosi parchi da visitare.
Ho provato quattro pizze realizzate con due impasti differenti, il primo diretto utilizzando un’unica farina, il secondo ricavato da prefermento e tre tipologie di farine differenti, compresa una di tipo 1. Eijy ha lavorato per qualche tempo in Italia con Marco Manzi (pizzeria Giotto a Firenze) e tra le altre cose parla anche un po’ di italiano ed inglese, cosa che mi ha permesso di vivere l’esperienza “completa” al bancone.
Le pizze che ho svelto alla carta – esiste anche un percorso degustazione – sono state quattro, in successione Margherita (1800yen, 11€), Granchio e Asparagi (2500yen, 16€), Ortolana con verdure fresche disponibili (2100 yen, 13€) e Trota giapponese e Olive (2300yen, 14€), con crema di latte come base.
Cuocere una pizza alla volta con un numero ridotto di commensali significa poter dedicare estrema cura al risultato nel piatto, senza sacrificare i tempi di attesa; ho apprezzato, infatti, la consistenza dell’impasto, la cottura e soprattutto i sapori, ben percepibili anche in fase di espirazione. Le pizze col pesce sono risultate quelle più interessanti grazie al perfetto bilanciamento delle caratteristiche di ciascun ingrediente, senza che nessuno prendesse il sopravvento mitigando il risultato complessivo, di livello.
I vini disponibili sono egualmente una manciata ma selezionati con cura, comprendono anche proposte naturali – trend in decisa crescita in Giappone – e sono di piacevole beva. Difficile trovare difetti particolari per quanto riguarda questa pizzeria, che magari sono legati solamente alla sua tipologia che vuole ritmi rilassati e una scelta limitata di pietanze. A me TOMMY Pizza è piaciuto senza riserve, sicuramente va tenuto in considerazione se si vuole provare un’ottima pizza a Tokyo, unica e in un piccolo locale accogliente.