Abbiamo provato il distributore automatico di Pizza a Roma: bocciato

Distributore Pizza Roma Mr Go

Le idee innovative o comunque interessanti, ancora di più in questo periodo particolare, ci incuriosiscono assai. Su Garage Pizza siamo sempre aperti a testare soluzioni alternative e costanti per mangiare pizza, non potevamo quindi esimerci dal provare il primo distributore automatico che promette di saziare gli affamati di carboidrati che passano al centro di Roma.

Si chiama Mr.Go ed è stato piazzato dall’omonima società capitolina in Via Catania, a pochi chilometri dalla stazione Termini e nelle vicinanze del Policlinico.
La posizione del distributore è indubbiamente ottima e con un rosso “accattivante”; le istruzioni sono presenti in doppia lingua e lo slogan risulta chiaro: dedicato a chi ha voglia matta di pizza, in qualsiasi momento della giornata e con un’attesa di soli tre minuti.

La procedura d’acquisto è ovviamente semplice ed immediata – come ci si aspetterebbe da un distributore automatico – mentre vengono accettate tutte le monete ma solo le banconote da 5 e 10 euro, senza possibilità di acquistare con bancomat o carta di credito.
Le pizze a disposizione sono quattro, a partire dalla Margherita a un costo di 4,50€ fino alla Quattro Formaggi da 6€; in mezzo, quelle con salame piccante e pancetta.

La cosa “figa” del distributore è rappresentata dai due lati che mostrano in tempo reale gran parte del procedimento di preparazione: sulla sinistra l’impastamento, sulla destra la cottura su griglia rotante con forno elettrico, fino al posizionamento nel cartone per l’asporto.
Al di là delle battute di un passante, incuriosito dalla mancanza chiara di qualche passaggio, non abbiamo ragione di dubitare che tutto il processo avvenga per davvero in tempo reale, se non interrogarci sulla bontà nutrizionale del prodotto ultimato.
Tempi così rapidi significano giocoforza lievitazioni e maturazioni non corrette anche se la farina utilizzata è “leggera”, in aggiunta a qualche procedimento per garantire l’estensibilità di tale impasto “duro” in tempi così rapidi: il sito ufficiale di Mr.Go, nel quale vengono indicati i fornitori di formaggi, salsa di pomodoro e farina, non ci viene in aiuto con spiegazioni più dettagliate.

La preparazione ad ogni modo è di fatto accattivante per l’occhio curioso, ovviamente con musica di sottofondo ad accompagnare i diversi passaggi. Il risultato, purtroppo, ampiamente insufficiente.
La pizza è sottile senza cornicione, come prevedibile, l’estetica decisamente poco invitante, dal colore della salsa di pomodoro a quella dell’impasto, bianchissimo sulla base e con una cottura tendente all’insufficiente. La consistenza è morbida e poco incisiva, il formaggio filante in bocca ricorda quelli da supermercato utilizzati per tutt’altre preparazioni; il sapore è piatto, la sapidità complessiva ok, la soddisfazione complessiva non pervenuta.
Il risultato finale è quindi scadente, senza timore di essere inutilmente cattivi pessimo, posizionando questa soluzione al di sotto di gran parte delle pizze che è possibile comprare al supermercato, come ad esempio le pizze surgelate che abbiamo recensito su Garage Pizza.

Di fatto la pizza prodotta da Mr.Go sembra più una piadina poco riuscita che una classica pizza italiana, i prezzi inoltre non sono nemmeno così economici come ci si aspetterebbe da un “distributore automatico”.
È indubbio che l’idea possa essere interessante dal punto di vista della comunicazione (ed infatti il distributore è sulla bocca di tanti, compresa la nostra che ve ne sta parlando in questo articolo.) e delle premesse di essere sempre disponibile per l’acquisto. Il prodotto finale però, come detto, risulta ampiamente bocciato.

Il collega Stefano Castelli, inoltre, ci ha segnalato che tale distributore sembra essere a tutti gli effetti un “rebranding” di quel Let’s Pizza che era stato installato a Malpensa nel 2009, 12 anni fa, per poi scomparire circa quattro anni dopo (leggendo i commenti in calce al video YouTube) dalle scene ed essere rilanciato nuovamente al SIGEP 2020 di Rimini, forse da una nuova società composta dagli ideatori originali. Quello di Mr.Go è praticamente identico, con qualche grafica aggiornata, tre minuti di cottura anziché due e mezzo, prezzi un po’ più alti e nessun avanzamento tecnologico né qualitativo a distanza di più di dieci anni.

Cosa abbiamo imparato dalla nostra prova? Che anche noi abbiamo sempre voglia matta di pizza, ma per fortuna c’è di meglio in giro quando non è possibile assecondarla.

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