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DPCM dal 6 novembre 2020: le restrizioni per ristoranti e pizzerie

L'Italia viene divisa in tre fasce fluide di rischio, con restrizioni sempre più stringenti

News di Antonio Fucito — 4 settimane fa

Esterno (L'Antica Pizzeria Da Michele Palermo)

A partire dal 6 novembre 2020 entra in vigore un nuovo decreto del governo Conte relativo alle misure restrittive per contenere il diffondersi della pandemia da COVID-19 e l’aumento vertiginoso dei contagi: l’Italia è stata divisa in tre fasce di rischio, rossa, arancione e gialla, che nei primi due casi sanciscono di fatto una sorta di soft-lockdown con l’impossibilità di muoversi tra i comuni (se non per motivi specifici) e con diverse attività commerciali chiuse. Per tutte le fasce, a livello nazionale quindi, è attivo il coprifuoco dalle 22 alle 5, se non per comprovate esigenze di salute e lavorative; niente cani a spasso dopo questo orario, dunque.

A questo indirizzo trovate il DPCM nella sua forma completa, valido fino al 3 dicembre. Nella fascia a più alto rischio, quella rossa, rientrano Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta; in quella arancione Puglia e Sicilia, nella gialla tutte le altre regioni. Le decisioni sono ad oggi e maturate secondo l’analisi analitica di 21 parametri differenti; il monitoraggio però è costante e quindi potrebbero esserci spostamenti tra una fascia e l’altra, speriamo prontamente e chiaramente segnalati.

Parlando nello specifico di pizzerie e ristoranti, serrande purtroppo abbassate nelle prime due fasce per il servizio al tavolo anche a pranzo, disponibile invece l’asporto fino alle 22 e delivery senza restrizioni. Nella zona gialla permangono restrizioni simili al precedente decreto, con possibilità di servizio al tavolo fino alle 18 e per tavoli con massimo quattro persone.

Se la lettura completa del DPCM risulta poco chiara, a questo indirizzo il Post ha compilato una serie di utili domande e risposte.

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