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DPCM del 24 ottobre 2020: ulteriori restrizioni per ristoranti e pizzerie

si entra in una sorta di soft-lockdown che inciderà molto sulle attività di ristorazione

News di Antonio Fucito — 1 mese fa

Interno (Francesco & Salvatore Salvo, San Giorgio a Cremano, Napoli)

Continuano a cadenza sostenuta i decreti del governo Conte relativi alle misure restrittive per contenere il diffondersi della pandemia da COVID-19: di fatto siamo appena entrati in una sorta di soft-lockdown al salire repentino dei contagi, nella speranza che questa volta si possa lasciare il tempo necessario per capire se le misure risulteranno effettive o meno.

A questo indirizzo trovate il DPCM nella sua forma completa, valido fino al 24 novembre; come detto le novità sono abbastanza restrittive e vanno ad impattare su diverse attività commerciali e non, compresi ristoranti e pizzerie: i locali di ristorazione potranno restare aperti dalle 5:00 alle 18:00 (anche la domenica), il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone, se non conviventi. Dopo le 18 vietato il consumo nei luoghi pubblici, mentre è permessa la consegna a domicilio e l’asporto fino a mezzanotte, senza consumazione sul posto. Alberghi e altre strutture ricettive possono operare soltanto per i loro clienti, restano aperti autogrill ed esercizi di ristorazione nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, ospedali e aeroporti.

Come già in precedenza, ulteriori restrizioni possono essere attuate dalle regioni: in Campania, ad esempio, c’è il coprifuoco dalle 23, il divieto di asporto e di muoversi tra le province per i residenti campani; in Alto Adige, nella provincia autonoma di Bolzano, l’orario di chiusura è posticipato alle 22 per i ristoranti, alle 20 per i bar. Come al solito è bene consultare le ordinanze restrittive caso per caso, regione per regione, allo scopo di evitare multe e comportarsi nella maniera più civile possibile in questo periodo scellerato.

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