Napoli non ci sta: “non accettiamo lezioni sulla Pizza da Briatore”

Le risposte alla polemica lanciata dall'imprenditore

News di Tommaso Stio — 2 settimane fa

pizza a portafoglio

Dopo essere stato bersagliato sul web e non solo per i prezzi della Pizza nei suoi locali, Flavio Briatore ha risposto attaccando il sistema delle pizzerie e dichiarando che il suo prodotto costa caro poiché di qualità. A tale proposito però, si sono sentiti chiamati in causa decine e decine di pizzaioli e professionisti di questo mondo i quali, specialmente a Napoli e dintorni, propongono da decenni un prodotto genuino e di qualità come la Margherita a prezzi popolari, come vuole la tradizione.

Non è la prima volta che le dichiarazioni del noto imprenditore fanno discutere (ne abbiamo già parlato qua pochi mesi fa) ma questa volta la replica non è tardata ad arrivare: in tutta risposta, presso la storica pizzeria di Sorbillo ai Tribunali (qua la scheda del Pizza Advisor), in pieno centro storico a Napoli, la Margherita verrà venduta a quattro euro mentre quella “a portafoglio” sarà distribuita gratis ai cittadini. L’occasione sarà utile anche per una piccola lezione atta a spiegare la nascita di questo prodotto, economico ma sano  e dei principali costi per chi lo produce.

Sulla questione si è espresso anche Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale e presidente della commissione Agricoltura della Campania, il quale ha tuonato contro le dichiarazioni dell’imprenditore dicendo che “sulla pizza napoletana non accettiamo lezioni da chi non ha nessun titolo per farne”. E poi: “probabilmente Briatore ha innestato questa polemica per farsi pubblicità ma con i suoi modi ha offeso chi questo prodotto l’ha reso grande ed esportato in tutto il mondo e i miliardi di utenti che ogni anno si sfamano a prezzi popolari”.

Chi immagina di trasformare questo prodotto in un marchio per ricchi sbaglia di grosso – conclude il consigliere – la pizza deve restare un prodotto ‘povero’ alla portata di tutti.

Crazy Pizza Briatore

Come riportato dall’Ansa, sulla questione è intervenuto anche Salvatore Grasso, presidente dell’Unione delle pizzerie storiche napoletane “Le Centenarie”, il quale ha spiegato come alcune pizzerie storiche, che sono sul mercato da oltre un secolo, lavorino ancora oggi mescolando storia e tradizione e devono quindi essere rispettate per questo.

Infine sulla questione è intervenuto anche Alessandro Condurro, Ad dell’Antica Pizzeria Da Michele in the world (con pizzerie da noi provate e recensite in giro per l’Italia e l’Europa) il quale ha commentato così: “Briatore ha fatto male i conti: è vero che la pizza non può costare più solo 4 euro, perché se si usano ingredienti di qualità, con tutti gli aumenti di oggi, non può essere pagata così poco. Ma può costarne 6, e non 14. A lui dico che io vendo la Marinara o la Margherita a 6 euro e questo non significa che ho i dipendenti in nero. Noi paghiamo tutti i contributi e le tasse”.

Che ne pensate, secondo voi si tratta di una posizione condivisibile oppure l’imprenditore ha cercato un modo come un altro per far parlare un po’ di sé e delle sue nuove pizzerie?

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