Olimpiadi Tokyo: l’Italia e lo stereotipo sulla pizza, la gaffe della tv sudcoreana

Una serie di immagini imbarazzanti per rappresentare la parata delle squadre nazionali. E all'Italia tocca una pizza di dubbio gusto.

News di Giuseppe A. D'Angelo — 2 mesi fa

Quelle di Tokyo 2020 non sono Olimpiadi come tutte le altre, e lo sappiamo. Intanto perché avvengono nel 2021, un anno dopo la loro data programmata. E lo fanno a porte chiuse, causa quella cosina che c’è nell’aria da un po’ di tempo oramai.
Ogni evento di questa portata si trascina inevitabilmente dietro notizie bizzarre e polemiche di ogni tipo, soprattutto grazie alla risonanza mediatica che anche il più piccolo avvenimento riesce a ottenere. E diciamo che quest’anno cominciamo in grande stile.
Capita infatti che la MBC, un grosso gruppo televisivo sudcoreano, nel commentare l’ingresso in campo delle varie squadre durante la prestigiosissima cerimonia d’apertura, abbia deciso di commentare ogni parata con un cartello ad hoc. E ognuno di questi aveva delle immagini e dei testi a dir poco imbarazzanti.

Partiamo proprio dall’Italia. La tv decide di rappresentare il nostro paese con l’immagine di una pizza. Uno stereotipo a caso, non c’è che dire, e tra i vari associati al nostro paese sicuramente più accettabile di mafia e mandolino. Certo è che l’immagine di rappresentanza di italiano ha ben poco: la pizza sembra uscita da una collezione standard di Getty, nella sua veste multi-topping costituita dalle immancabili olive nere, salame piccante, fette di prosciutto e foglie di basilico fresco come se piovesse, giusto per non farci mancare niente.

E diciamo che a noi italiani è andata anche bene. Perché la galleria dei luoghi comuni si è susseguita irrefrenabile. E se per alcuni paesi si è limitata a dei banali simboli alimentari (sushi per il Giappone, salmone per la Norvegia, pastéis de nata per il Portogallo), per altri il trattamento è stato davvero poco gentile, per usare un eufemismo.
Di Haiti viene raccontato il recente tumulto causato dall’assassinio del presidente. Le isole Marshall sono ricordate come una precedente base per test nucleari statunitensi. Della Cina si decide di evidenziare la regione del Wuhan, da dove è originata la pandemia. E si conclude in maniera dolorosa, letteralmente, raffigurando l’Ucraina con il reattore della centrale di Chernobyl.
C’è anche spazio per altre rappresentazioni più leggere. Alla Romania viene associato Dracula. El Salvador diventa la terra del Bitcoin. Gli irlandesi sono un popolo di lepricauni. E l’Argentina è tutta riassunta col volto di Lionel Messi, che però non è presente alle Olimpiadi.

Farebbe ridere se non facesse piangere. Ma tra le due, molti hanno deciso per la via di mezzo e si sono arrabbiati di brutto. La polemica è stata sollevata dal giornalista Raphael Rashid su Twitter, seguita dalla più classica delle shitstorm. E il giorno dopo sono arrivate le scuse della rete MBC, che si premura di essere più attenta nel controllo delle immagini e dei testi da mandare in tv (e, a quanto pare, incidenti del genere sono abbastanza ricorrenti nella sua storia televisiva).

Interessante notare come molte testate giornalistiche straniere abbiano riportato la notizia sottolineando nel titolo solo lo stereotipo riservato al nostro paese, nonostante fosse sicuramente tra i più tollerabili. Voglio dire, un conto è offendersi perché il proprio paese viene perennemente ricordato come sede di un’esplosione nucleare, un altro è associarlo a un cibo di cui tutto sommato andiamo fieri, no?
Se l’episodio fosse stato limitato all’Italia, allora avrebbe avuto un senso sottolinearlo. Purtroppo non è la prima volta che il nostro piatto simbolo viene utilizzato in maniera stereotipata e sconveniente: ricordiamo la disgustosa pubblicità francese della pizza al Coronavirus; ma anche il pessimo spot cinese di Dolce&Gabbana dove viene effettuata una velata allusione sessuale alla pizza di proporzioni gigantesche.

In questo caso, direi che ci è andata bene.

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