La vita è ‘nA ROTA: recensione della pizzeria romana di Sami El Sabawi

una nuova testimonianza per la rinascita della pizza romana

Recensione di Amleto De Silva — 12 mesi fa

Tempo ci è voluto ma, alla fine, ci sono riuscito ad andare da A Rota Pizzeria Romanesca. Complice la fortuna, la buona sorte, ma con la classica telefonata del “…se, figuriamoci, se trovo un tavolo…” sono saltati fuori quattro posti per un infrasettimanale “pizzoso”.
Tavolo in veranda, vabbè, poco male, l’importante era varcare la soglia; l’ambiente molto informale, semplice, è spazioso e ben luminoso.
Benché il locale fosse pieno il parlare non era viziato dal vociare dei tavoli al nostro fianco, le chiacchiere frivole e salottiere potevano essere fatte con estrema tranquillità senza dover alzare ulteriormente il tono di voce.
Servizio ai tavoli accurato e veloce, nessuna sbavatura, le pizze viaggiavano con buona velocità: l’attesa al tavolo davvero breve.

Mario, nel dedicarsi al nostro tavolo, ha spiegato con accuratezza il menù consigliandoci – in virtù della nostra prima visita – cosa poter prendere in modo da avere una visione di ciò che A Rota può regalare al palato dei propri clienti.
Fritti e pizze scelte, ordine partito: ora tocca scegliere la bottiglia adatta da mettere in tavola. E qui entra in gioco Paolo.
Paolo è l’oste per eccellenza, frizzante ed allegro come un sorso di Gragnano, ti avvolge e ti fa viaggiare nel suo mondo di bollicine, di bianco, di rosso, di uve e vitigni: riesce a farti assaporare il vino che consiglia già prima di stappare la bottiglia.
Due bottiglie consigliate, due consigli preziosi: grazie alla sue cure i nostri calici non sono mai stati vuoti… “mi dovete perdonare ma io il bicchiere vuoto non riesco a sopportarlo!”: aiutami a dire Paolé, sapessi io!

Appena in tempo per il primo sorso che ecco in tavola il Supplì al Telefono: impanatura degna e croccante, buona cottura del riso, mozzarella che “fila” fino al tavolo vicino.

La prima pizza è l’Ortolana.

Solo verdure fresche e di stagione: zucchine e melanzane al forno con aggiunta in uscita di crema di peperoni rossi. La mozzarella unisce tutto, molto delicata, buona apertura.

A seguire la pizza Rossa con Bufala.

Bella classica, bordo bruciacchiato secondo tradizione esaltato dal rosso del pomodoro. Buona la provola, buono il pomodoro, saporito l’olio, sfizioso assai il bruciacchiato.

E poi, un classico immancabile, la Boscaiola.

La Boscaiola è l’essenza della pizza romana al pari della rossa semplice: la mangeresti sempre, anche fredda a colazione con il caffè.
Una Boscaiola perfetta dove solo il bistrattato fungo champignon può accompagnare la più gustosa delle salsicce.
Un boccone dal sapore più che preciso, degnamente grasso dove sul finire spunta al palato quel sapore di pepe a chiudere il cerchio. “Bona cicalò, se po’ magnà!”.

Ed ecco la pizza del mese: la Sami Special.

Su una base di pomodoro si fanno compagnia alici, peperoni arrosto, ricotta in crema e pistacchi.
Una pizza dal gusto sottilissimo, impercettibile ma quando poi arriva l’alice si comprende effettivamente quando sia profondo il mare… Prima di terminare si ha voglia di un altro fritto ed è giusto assaggiare una bella Mozzarella in Carrozza.

Ed infine la Pizza Dolce.

Tra due sfoglie di croccante focaccia si trovano insieme crema di yogurt, lamponi, menta, abbondante strato di cacao.
Finale davvero degno.
La freschezza della menta rende il boccone un vero arcobaleno di gusto dove la “durezza” del cacao sposa magistralmente l’acidità di yogurt e lamponi.
“Bona cicalò, pure questa se po’ magnà!”.
E con questa si è arrivati alla fine dei giochi.

La pizzeria è quasi vuota, Sami ha terminato di stendere ed infornare e posso conoscerlo e scambiarci due parole in estrema piacevolezza. Pizza romana classica, stesa al matterello come da tradizione, impasto eccellente dal sapore buono e preciso, ottimi i prodotti usati per guarnire questa romana contemporanea (?).
Sami ha una bella mano che può permettersi di stringere le altre mani che sulla città di Roma e dintorni stanno riportando fortemente alla ribalta questa pizza dimenticata per diversi anni.
Ma così come è adesso le luci di diverse pizzerie sul territorio sono anche le sue e sono più che meritate.

E, comunque, non bisogna mai dimenticare che la vita è ‘nA ROTA!

Questa recensione fa parte della rubrica “I percorsi di gusto di Amjago” di Amleto De Silva, che comprende articoli esperienziali e molto personali in giro per le pizzerie di Roma, Caserta, Napoli e non solo.

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