Il pomodoro. Alimento semplice ma ricco di proprietà nutrizionali

Quali sono le proprietà e le novità di uno dei protagonisti fra gli ingredienti della pizza?

Rubrica di Francesco Margheriti — 3 settimane fa

pomodoro di San Marzano

Quali sono gli ingredienti, gli alimenti, quegli elementi che caratterizzano la pizza?

A seconda dei gusti e delle regioni di provenienza, ne potete elencare svariati. Mozzarella, olio extravergine, basilico, acciughe, friarielli, olive, tonno, addirittura i wurstel… ma c’è sicuramente un alimento che caratterizza la pizza e tutta la cucina italiana.

Ebbene si, il pomodoro.

il pomodoro

il pomodoro

Il pomodoro, nel mondo della pizza, è praticamente presente quasi su ogni tipologia di prodotto, anche in forme diverse. Alcune tipologie di pizze bianche non lo prevedono ma, a memoria, ho sempre visto il pomodoro, o un suo derivato, presente nel nostro piatto preferito.

Il pomodoro è uno degli alimenti base della dieta mediterranea anche se, di mediterraneo, ha ben poco.

Arrivato in Europa intorno al 1500, da lì in poi ha conquistato cucine e tavoli del Vecchio Continente, passando per Napoli, Genova e poi la Francia.
Lo troviamo in varie forme e colori ma, di base, a livello nutrizionale, parliamo sempre della stessa cosa.
È un alimento, un ortaggio, ricco in vitamine e antiossidanti.

Fra le vitamine abbiamo la Vitamina C1, famosissima per rinforzare il sistema immunitario e molto in voga in questi ultimi tempi. Poi troviamo il betacarotene2, un antiossidante che, oltre a combattere i radicali liberi, viene poi trasformato nel nostro corpo in Vitamina A, utile per la salute oculare, derma, mucose e articolazioni. La Vitamina K, protagonista nella salute del tessuto osseo e nella regolazione della risposta antiinfiammatoria.

Il più importante, però, fra i micronutrienti che caratterizzano questo alimento, è il licopene3.

Questa sostanza, studiata da tanti anni e in tutto il mondo, è un potente antiossidante, appartenente alla famiglia dei carotenoidi. Senza entrare troppo nello specifico, è facilmente metabolizzabile dall’organismo quando, al pomodoro, è associato un alimento grasso, come, pensate un po’, l’olio extravergine d’oliva.

Fra le tante azioni, il licopene aiuta il controllo lipidico dell’organismo, aumentando la concentrazione del colesterolo buono, limitando la presenza dei trigliceridi, con diminuzione della comparsa di malattie cardiovascolari.
Presenta azione protettiva contro i raggi UV del Sole, quindi migliora la salute della pelle e, da studi recenti, questa particolare sostanza ha mostrato effetti benefici sulla protezione dell’organismo dalla comparsa di malattie neurodegenerative come il Parkinson e l’Alzheimer.

Quello, però, su cui mi vorrei concentrare di più in questo articolo è la capacità del licopene prima e del pomodoro poi nella prevenzione e nel trattamento di diverse forme tumorali.

Molti studi parlano del licopene (solo di questo singolo elemento, e non il pomodoro in toto) e del suo ruolo preventivo su carcinomi come quello della mammella o della prostata. Tanto che, ormai da anni, in campo medico viene consigliata, a seconda dei casi, l’integrazione di questo antiossidante.

Abbiamo, però, la fortuna di avere in Italia dei ricercatori che hanno concentrato le loro attenzioni su due pomodori in particolare, pomodori che abbiamo già incontrato, su queste pagine, quando abbiamo parlato della Pizza Pascalina: il pomodoro di Corbara (o corbarino) e il pomodoro di San Marzano.

pomodoro di Corbara

pomodoro di Corbara

Il “corbarino” è un pomodoro che cresce solo in alcune zone della Campania, dove ci sono terreni ricchi di terra vulcanica con molti sali minerali, come la provincia di Salerno, dalla forma caratteristica “a pera” e dal sapore, causa appunto terreno di crescita e venti marini, leggermente salato.

pomodoro di San Marzano

pomodoro di San Marzano

Il pomodoro di San Marzano, anch’esso di origine salernitana, precisamente dell’Agro Sarnese-Nocerino, presenta forma allungata, colore rosso e sapore agro dolce. La storia vuole che sia arrivato in Italia in ritardo rispetto al pomodoro classico, intorno al 1770, direttamente dal Regno del Perù come dono per il Regno di Napoli.

I ricercatori di cui prima, capitanati dal Prof. Antonio Giordano, patologo, oncologo e genetista hanno cercato di approfondire il discorso relativo al licopene, al pomodoro e le correlazioni con il trattamento del cancro4.

L’intuizione è stata quella di analizzare non solo i singoli componenti ma gli effetti dei pomodori nella loro interezza.

Lo studio, condotto insieme ad altri colleghi ricercatori, Daniela Barone e Letizia Cito, dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli, Barbara Nicolaus e Rocco De Prisco del Cnr di Pozzuoli, si sono focalizzati sull’utilizzo di estratti di pomodoro (di Corbara e di San Marzano), analizzando la loro capacità di influenzare diverse proprietà neoplastiche di alcune linee cellulari di carcinoma gastrico.

I risultati hanno evidenziato che entrambi gli estratti di pomodoro, San Marzano e Corbarino, sono stati in grado di inibire la crescita delle cellule maligne prese in esame.

Il trattamento con tutti gli estratti di pomodoro ha, inoltre, influenzato processi cellulari chiave; hanno bloccato la capacità di migrazione delle cellule cancerose (quindi eventuale sviluppo di metastasi), il ciclo cellulare e hanno indotto la morte delle cellule tumorali attivando l’apoptosi.

Prof. Antonio Giordano

Prof. Antonio Giordano

Le proprietà antiossidanti dei pomodori, considerati nella loro interezza, dimostrano che specie distinte possono esercitare effetti diversi su stadi diversi di sviluppo delle cellule maligne, riferite al cancro gastrico.

Lo studio, pubblicato su Journal of Cellular Physiology, fa parte del programma della Sbarro Health Research Organization, realizzato nell’ambito di una collaborazione decennale con il Dipartimento di medicina, chirurgia e neuroscienza dell’università di Siena, l’Istituto nazionale tumori di Napoli Pascale e il Crom di Mercogliano (Avellino).

Lo studio è stato effettuato, come detto prima, su cultura cellulare però, stando a questi risultati, ottenuti per la prima volta con estratto di pomodoro e non con singolo micronutriente, è indicativo di un’attività di tipo preventivo e, magari, anche di tipo curativo nel supporto alla lotta al cancro in pazienti che presentano la patologia. Magari, fra poco tempo, si passerà a studi su pazienti oncologici.

Il pomodoro, essendo un alimento presente nella nostra dieta, dal facile reperimento, dal costo relativamente basso, così ricco di proprietà, ben evidenziate dai vari studi, più o meno recenti, va a rafforzare l’idea di ortaggio completo, “l’Oro Rosso” della nostra cucina.


  1. The history of tomato: from domestication to biopharming; Bergougnoux V; Biotechnol Adv. 2014 
  2. Bioactive Compounds Extracted from Tomato Processing by-Products as a Source of Valuable Nutrients; Szabo K et al; Plant Foods Hum Nutr.2018 
  3. A high consumption of tomato and lycopene is associated with a lower risk of cancer mortality: results from a multi-ethnic cohort; Mazidi M et al; Public Health Nutr. 2020 
  4. Antitumoral potential, antioxidant activity and carotenoid content of two Southern Italy tomato cultivars extracts: San Marzano and Corbarino; Barone D. et al; Journal of Cellular Physiology 201 

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