La recensione della Margherita Frozen de l’Antica Pizzeria da Michele

l’ingresso in un mercato differente e molto competitivo

Recensione di Antonio Fucito — 12 mesi fa

L’Antica Pizzeria da Michele (qui la scheda completa nel nostro Pizza Advisor) rappresenta da anni un porto sicuro a pochi minuti dalla stazione centrale di Napoli: file enormi vengono accolte da Margherita o Marinara saporite, avvolgenti e senza fronzoli, quelle a ruota di carro che trasbordano dal piatto.
Una pizzeria nella quale le altre farciture “songo papocchie o che”, i tavoli sono di marmo e non si bada a fronzoli; una volta mangiato è tempo di lasciare spazio ai prossimi commensali.

Più volte abbiamo parlato della pizza napoletana come “brand” capace di diffondersi in ogni parte del globo con proposte di qualità, che viceversa pongono la città partenopea in posizione di “mecca” da visitare almeno una volta per trovare una pizza, in media, che non ha eguali nel resto del mondo, soprattutto nelle sue declinazioni più classiche e codificate da decine se non centinaia di anni.

Proprio l’Antica Pizzeria da Michele è stata tra quelle più “visionarie” nell’espandere un marchio (con la creazione di “Da Michele in the World”) che poco a poco si è diffuso in altre nazioni con lo stesso nome e con con un denominatore comune (qui il nostro video della sede di Yokohama, Giappone), rappresentato dalla presenza del forno a legna e di ingredienti identici a quelli utilizzati dalla casa madre.
Obiettivo raggiunto sotto forma di partnership con altre aziende, locali più moderni e un menu che offre un numero maggiore di pizze, proprio per adattarsi ai vari mercati e al contempo non “intaccare” le fondamenta della pizzeria centenaria che pone i suoi capisaldi, come detto, su due tipologie di pizza, l’utilizzo dell’olio di semi e un servizio veloce e spartano che favorisce i grandi numeri, unitamente a delle pizze a ruota di carro dai sapori veraci e avvolgenti.

Un’espansione di successo a tutti gli effetti, quindi, che recentemente ha aggiunto un altro tassello, quello della pizza surgelata all’interno della grande distribuzione e in partnership con Roncadin, produttore che ha grande dimestichezza dell’argomento. All’interno di un mercato spesso “osteggiato” dai grandi estimatori di pizza, i quali però ignorano quanto sia appetibile per tante categorie di persone: dalle famiglie con bambini a chi non si trova nei pressi di pizzerie di qualità, passando per studenti che hanno budget ridotti e tante altre casistiche collegate.

L’abbiamo finalmente provata acquistandola presso “Iper, La grande i” a Como (per adesso è presente solo nel nord Italia): il prezzo per la singola Margherita è pari a 4,99€, elevato in relazione alla concorrenza, ma non eccessivamente distante rispetto alle migliori surgelate che abbiamo provato come la Fior Fiore Coop e la Gran Pizzeria Margherita Integrale di Italpizza (a questo indirizzo il nostro articolo dedicato).

Il packaging è interessante, rappresentato da un classico cartone per la pizza da asporto che può essere utilizzato per consumare la pizza dopo la cottura, evitando gli sprechi. Nella parte anteriore ci sono in evidenza il brand, ovviamente, i cinque ingredienti presenti nell’impasto lievitato 24 ore e la cottura nel forno a legna su pietra lavica dell’Etna.

Sul retro una moltitudine di informazioni, da quelle nutrizionali (poco meno di 1000 calorie complessive per 405 grammi di prodotto) alla doppia modalità di cottura, con il supporto dei relativi QR code per i tutorial online: in padella con coperto chiuso per 14/16 minuti, oppure nel forno elettrico per 11/14 minuti, fino allo scioglimento del formaggio.

Noi abbiamo utilizzato quest’ultima modalità, a 200 gradi in modalità di cottura statica, dopo aver sfilato la pizza da un involucro in plastica compostabile.
Le dimensioni della pizza sono di taglia M/L, mentre la consistenza dell’impasto ricorda le migliori pizze surgelate che abbiamo provato, con una buona colorazione del cornicione, croccantezza che non sconfina nel biscottato e l’utilizzo di farina di frumento. Come ingredienti abbiamo la salsa di pomodoro, polpa di pomodoro, mozzarella e un 2% di formaggio di pecorino. Da comunicato stampa si parla degli stessi prodotti utilizzati in pizzeria, anche se nella dicitura non si fa riferimento ad esempio al fiordilatte di Agerola, bensì ad una generica mozzarella.
Detto questo, effettivamente rispetto a quasi tutte le altre pizze surgelate sono presenti meno addensanti e la polpa di pomodoro è presente in maggiore percentuale (oltre il 9%), sinonimo di una cura maggiore nel voler dare un prodotto più “sano” rispetto alla media presente nei supermercati.

In bocca si ha la stessa percezione di una pizza meno “processata” e più godibile che però non reinventa la ruota in termini di sapore rispetto alle sue cugine nel banco frigo. Il pomodoro ha una buona sapidità e la mozzarella non è “plasticosa”, al morso è piacevole e non viene a noia dopo qualche fetta come può capitare con questa tipologia di pizza.

Sintetizzando, la Margherita frozen de l’Antica Pizzeria da Michele by Roncadin quanto è distante dalla sua controparte servita al piatto in quel di Napoli? Un bel po’.

Dove si pone all’interno di un’ideale classifica delle migliori pizze surgelate presenti nei supermercati? Sicuramente in alto, in quale posizione lo decideremo dopo una seconda prova approfondita, inserendola nella nostra classifica delle migliori pizzerie surgelate che abbiamo inaugurato a partire dal 2020.

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